Follow me…Let’s dance!

L’anno scolastico è ormai quasi finito, ma le energie per ballare sembrano non mancare.

Ecco la canzone che abbiamo cantato (e soprattutto ballato!) durante la lezione precedente. Un ottimo modo per ripassare parti del corpo, preposizioni e per imparare parole nuove!

Lascio qui sotto il testo, che comunque potete trovare anche nella pagina dell’autrice.

Follow Me, follow me

Let’s do something crazy

Follow me, follow me

Everybody start now, 1, 2, 3!

First move forward, then move back

123 Forward

123 Back

Follow Me, follow me

Let’s do something crazy

Follow me, follow me

Everybody start now, 1, 2, 3!

Now let’s add knee up, knee up.

123 Forward

123 Back

Knee Up, Knee Up

Knee Up, Knee Up (repeat)

Clap your hands and sing with me!

Follow Me, follow me

Let’s do something crazy

Follow me, follow me

Everybody start now, 1, 2, 3!

Now let’s add a Criss Cross

123 Forward

123 Back

Knee Up, Knee Up

Criss Cross (repeat)

Clap your hands and sing with me!

Follow Me, follow me

Let’s do something crazy

Follow me, follow me

Everybody start now, 1, 2, 3!

Now let’s add a Clap clap

123 Forward

123 Back

Knee Up, Knee Up

Criss Cross

Clap, clap. (repeat)

We did it!

Follow Me, follow me

We did something crazy

Follow me, follow me

Everybody SIT DOWN 1, 2, 3!

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Shake and move your body – imparare le parti del corpo a ritmo di musica

Eccoci di nuovo qui con l’inglese per i nostri bimbi. Sono un po’ in ritardo, lo so…I’m sorry!

Le ultime due lezioni ci hanno visto trattare il tema delle parti del corpo. E’ molto semplice anche a casa ripassare i nuovi termini, in quanto non servono particolari materiali eccetto…noi stessi!!!

In questo caso, infatti, non abbiamo usato flashcards, in quanto tutto ciò di cui avevamo bisogno era già a nostra disposizione! I bambini si sono diverti molto ad agitare braccia e gambe, tirarsi i capelli, roteare la testa e strizzare gli occhi.

Disponendoci in cerchio tutti in piedi, abbiamo indicato una ad una le parti del corpo, ripetendo il loro nome ad alta voce. Abbiamo poi imitato i movimenti che abbiamo ritrovato nella canzone di cui vi lascio il link qui sotto. L’autrice è sempre lei, Patty Shukla, che ormai è diventata un must nelle nostre lezioni!

Waiting for the Easter Bunny

Pasqua è ormai vicina, siete tutti già in vacanza e…siete pronti per l’Easter Bunny?!

Easter Bunny

L’Easter Bunny è un buffo coniglietto che si aggira per lo più in Paesi quali Gran Bretagna, Germania e anche negli Stati Uniti; la domenica di Pasqua porta ai bambini che sono stati bravi uova colorate o di cioccolato, nascondendole in giardino o nei posti più impensabili della casa. Nessuno ovviamente lo vede, quindi ci si deve impegnare in una vera e propria caccia al tesoro per trovare le uova che spettano a ciascuno bambino. Sembra che questo coniglietto stia iniziando a girare anche in Italia, magari quest’anno potrebbe passare anche da voi…se avete fatto i bravi!!! Siete pronti ad aspettarlo?!

Easter Bunny

Nel frattempo potete preparare qualche coniglietto con la tecnica origami, come abbiamo a fatto al corso, e cantare la canzoncina dedicata a lui…magari gli fate venire voglia di fermarsi proprio a casa vostra!

Cliccando qui vi rimando al sito che spiega passo passo come creare il vostro Easter Bunny…se le spiegazioni in inglese non vi sono molto familiari, lasciatevi guidare dalle immagini! (ringrazio Anna Trenca del blog Tra Rock e Ninnananne per lo spunto)

Ed ecco il video della canzoncina che abbiamo cantato assieme…è molto semplice, per cui cantate bimbi e buona caccia al tesoro!!!

Happy Easter!!!

I like Candy – Patty Shukla

E’ risaputo che le canzoni siano un modo molto utile e divertente per imparare una lingua straniera. Perché appassionano, entrano facilmente nella nostra quotidianità regalandoci frasi e modi di dire che riusciamo a ricordare facilmente. Questo vale per tutti, grandi e piccoli! Cercate un motivetto allegro e facilmente orecchiabile per i vostri bambini?! Se non la conoscete già, vi presento Patty Shukla, cantautrice di canzoni inglesi per bambini, divertenti da cantare e mimare assieme, per imparare i numeri, le parti del corpo, le direzioni…e molto altro! Questo è il video di “I like candy”, che abbiamo ascoltato e cantato durante l’ultima lezione.

Se volete saperne di più e siete curiosi di scoprire nuove canzoni, visitate il sito http://www.pattyshuklakidsmusic.com.

Buon divertimento!!!

How are you? What’s the weather like? – Flashcard per metereopatici

images

Continuiamo ad usare le flashcard, strumento che si sta rivelando sempre più utile e divertente.

Questa volta parliamo di stati d’animo e di tempo atmosferico…elementi effettivamente correlati, in qualsiasi parte del mondo!

peanuts

Ecco i link per scaricare le flashcard usate nelle ultime lezioni, per esercitarvi anche a casa.

How are you?

http://esl-kids.com/pdf/feelings/small-feelings-words.pdf

What’s the weather like? 

http://esl-kids.com/pdf/weather/small-weather-words.pdf

Buono studio e pronti per la prossima gara!

Dormire a New York, famolo strano

Eccomi tornata sul mio blog. Ho un po’ latitato ultimamente, ma nuovi impegni più reali e meno virtuali sono subentrati, e per il momento non riuscirò a dedicarmi al blog con la costanza con cui avevo iniziato. Ad ogni modo eccomi qua,   sebbene in versione un po’ più slow.

Vi ho già parlato del mio amore per New York. Ho sorvolato, volutamente, sulla questione “portafogli”. Potete partire con le migliori intenzioni, ma a fine viaggio,  il suddetto, conoscerà un unico aggettivo: vuoto. Qualsiasi cosa, dalla più futile alla più necessaria, ha un costo superiore alle aspettative. Per farvi un esempio, una mattina, per una colazione da Le Pain Quotidien (buono, per carità, ma pur sempre una catena) ci sono partiti 45 euro (ecco, l’ho confessato!). A fregarvi saranno le mance obbligatorie (il 20% del totale), e il fatto che vi sembrerà talmente tutto bellissimo e buonissimo che fingerete di dimenticarvi della questione economica, almeno fino al momento del conto. New York Le Pain Quotidien Colazione a New York Gli hotel sono un tasto dolente. Vi basterà fare una ricerca veloce su booking.com, per accorgervi che quello che probabilmente era il vostro budget settimanale, è in realtà in prezzo di una camera d’hotel dalle normali pretese. Per notte, ovviamente! Per il nostro ultimo viaggio, essendo appunto nano-muniti, abbiamo cercato un appartamento su airB&B, ma dopo aver riflettuto sul fatto che non avremmo trascorso molto tempo in “casa” (nostro figlio dorme senza problemi sul passeggino durante il riposino pomeridiano, quindi non abbiamo particolari necessità di fermarci), siamo ricorsi alla vecchia e cara opzione dell’hotel. Nonostante i costi alle stelle, eravamo convinti di conoscere il barbatrucco. La volta precedente, infatti, avevamo puntato su un’opzione davvero low cost (sempre che di low cost si possa parlare), nonché un hotel cinese in China Town. Dormire a China Town Abituati agli standard di accoglienza e pulizia cinesi, non ci era sembrato poi tanto male. Ma arrivarci con un bambino curioso che mette le mani ovunque, che necessità di determinati spazi e soprattutto di determinati standard di pulizia, mi ha fatto riconsiderare i miei termini di giudizio (non che prima fossimo dei clochard, ma ci siamo sempre adattati, almeno nei brevi periodi!). Dopo aver cercato per due notti di ignorare i disagi che l’hotel comportava, ci è sembravo evidente che fosse il caso di cambiare sistemazione, onde evitare di rovinarci la vacanza e di tornare stanchi e incazzati, con noi stessi e con il resto del mondo. In tutto ciò, quel periodo coincideva con la settimana della moda, quindi di libero non c’era poi granché. Ma per fortuna c’è sempre chi è dotato di un grande senso pratico ed è in grado di tirarmi fuori dalle peggiori situazioni. Appurato che l’hotel non ci avrebbe rimborsato la somma ormai versata per l’intera settimana, abbiamo deciso di tenere la camera occupata lasciandovi i bagagli più ingombranti. Ogni mattina, giorno dopo giorno, controllavamo su booking.com l’offerta last minute, trovando hotel meravigliosi allo stesso prezzo della bettola in cui alloggiavamo. Così riempivamo borsa, zaino e passeggino del necessario per la giornata e la notte successiva, ed uscivamo alla ricerca del nuovo hotel, che puntualmente era sempre dalla parte opposta della città! Ogni giorno un nuovo check-in, una nuova stanza e un nuova zona da esplorare. La mattina seguente, nuova ricerca, ritorno a China Town per il cambio d’abito, e pronti per una lunga camminata verso una nuova destinazione, scoprendo ogni giorno una nuova parte della città che altrimenti non avremmo visto! Il tutto con un bambino piccolo che non si è mai lamentato! Dormire a New York Dormire a New York Dormire a New York E’ stato rilassante? Per niente, ma sempre meglio che restare nel primo hotel. E’ stato divertente? Tantissimo! Ogni giorno una nuova camera da immaginare, un nuovo indirizzo da trovare, una nuova altezza e una nuova prospettiva da cui ammirare la Grande Mela. Questa esperienza mi ha insegnato che, volendo correre il rischio, per il prossimo viaggio potremmo prenotare solo la prima notte d’hotel, e poi vivere di offerte last minute per il resto della permanenza. Ma non credo sarebbe una scelta saggia. Di saggio ho invece imparato che quando si viaggia con dei bambini piccoli, non è il caso di puntare sul risparmio, per lo meno non sempre…va bene ricercare il low-cost, ma senza perdere di vista la comodità e la sicurezza dei nostri figli come priorità. Perchè lo spirito hippy che ha accompagnato la nostra gioventù, noi mamme ce lo siamo giocate. Che ci piaccia o no!

La parola segreta

Durante i corsi di inglese alla Medialuna, mi sono accorta di come i bambini siano riluttanti a partecipare ad una qualsiasi attività se questa viene proposta in modo tale da ricordare le ore scolastiche…lungi da me, sono le 5 del pomeriggio e di scuola ne hanno già fatta parecchia. Del resto basta poco per aggirare l’ostacolo: invece del “facciamo un dettato“, basta un “dividiamoci a squadre e vediamo chi fa meno errori…vi dico io cosa scrivere!“…e i giochi sono fatti! Anzi, mi chiedono il bis, e poi la rinvicita!

parola segreta

L’altro giorno, dopo sessioni di flashcard a squadre (le rivincite non finiscono mai!), abbiamo introdotto un nuovo gioco. Semplicissimo: un barattolo vuoto, dei bigliettini su ciascuno dei quali era stata scritta una parola già studiata, un bambino pesca e fa lo spelling della parola segreta (“segretissima, attenzione che gli altri non la vedano!”)…e vediamo chi indovina di che parola si tratta! Poi, visto che gli animi sono accesi, ci si inventa una frase che contenga la parola pescata…”chi ha capito cosa vuol dire?!”

Risultato: “Facciamo un’altra partita?!

Quanto siete belli bambini! Sarete anche la generazione nata con la tecnologia in mano, ma è sempre bellissimo vedere come la semplicità continua ad affascinarvi…forse siamo noi grandi che spesso ci dimentichiamo di offrirvela!