L’inglese a casa

Introdurre una lingua straniera nel quotidiano è il modo migliore per apprenderla.

Credits: Pinterest
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Tranquille, non dovete mettervi in casa tavolini-Union Jack e nemmeno convertirvi allo Shabby Chic! Un corso di inglese (o di qualsiasi altra lingua) è sicuramente importante per gettare le basi da cui partire, ma è importante non relegare l’apprendimento alle – spesso poche – ore di lezione. Ovviamente non sto dicendo che nel tempo libero uno possa prendere l’aereo e portare l’allegra brigata a prendere un thè dalla regina, ma basta seguire alcuni semplici accorgimenti per portare l’inglese anche a casa, introducendolo nella normale routine dei vostri figli. Quante volte, per esempio, ci ritroviamo a lottare per strapparli dalla televisione, generalmente con scarsi risultati?! A me succede già ora che mio figlio ha due anni, non oso pensare cosa accadrà quando ne avrà qualcuno di più…quindi, piuttosto che arrabbiarsi e strillare (strillare?! chi, io?!), concediamo pure un cartone animato in più, purché sia in inglese! Se avete l’abbonamento a Sky, per esempio, saprete già che per ogni programma, cartoni animati compresi, potete impostare la lingua che preferite, italiano o originale, che solitamente è in inglese! Quindi quando non ne posso più dell’ennesima puntata della Paw Patrol e di Alex che non vuole andare dal dentista, tasto giallo,  e via…si ascolta in inglese! Così io mantengo allenato l’ascolto, e mio figlio fa una full immersion di inglese per 20 minuti! Capisce? Non so, non credo, ma è un inizio per abituare orecchie e cervello ad una nuova lingua. Mi rendo conto che  i bambini un po’ più grandi possono essere difficili da convincere, ma cerchiamo di farla vivere loro come una sorta di avventura, un gioco per immaginarsi in un posto nuovo….o semplicemente come l’unica opportunità per non spegnere la tv!!! Come alternativa a Sky, potete noleggiare dei DVD in biblioteca o ricorrere all’amato youtube.

NickJr
NickJr

Nei momenti in cui leggete assieme, proponete qualche libro in inglese. Nei post precedenti ho dato qualche consiglio per delle letture in inglese, diverse a seconda dell’età. A me piace molto andare in biblioteca con mio figlio, per lui è un gioco esplorare quella sala a misura di nano, e poter prendere tutti i libri che vuole dagli scaffali (cosa che gli impedisco di fare quando siamo in libreria!)…di solito le biblioteche sono abbastanza fornite di libri in diverse lingue, soprattutto ora che le città sono sempre più multietniche. L’altro giorno ho riso un sacco quando siamo usciti con un libretto in cinese, e mio figlio, attraversando l’aula studio piena di ragazzi, ha creato lo scompiglio mostrando a tutti il libro che la mamma gli stava facendo portare a casa, ovviamente tra le risate generali!!!

Credits: thislittlestreet.com
Credits: thislittlestreet.com

Un altro accorgimento, è quello di ripetere brevi espressioni nelle più comuni situazioni quotidiane. Un “let ‘s go” prima di uscire, al posto del solito “andiamo”, oppure un thank you” o un bye bye”, aiutano il bambino a familiarizzare fin da subito con le prime parole straniere. E poi, perché non organizzate una bella merenda in stile inglese?! Magari a breve potremmo approfondire l’argomento con un post mirato…intanto fatemi sapere che ne pensate di questi semplici consigli! Io aspetto i vostri!

man man lai

C’è un’espressione cinese molto diffusa nel quotidiano, e che ogni tanto mi capita di ripetere senza accorgermene, abituata come ero ad usarla.

Si tratta di man man lai, 慢慢来, composta dai caratteri man, “lento” e lai, “venire“, e si potrebbe tradurre con il nostro “piano, piano”, “un po’ alla volta”. Nulla di particolare, ma mi piace come in Cina tale espressione venga usata di frequente quando si discute di un progetto in cui si è coinvolti, di un lavoro o di uno studio che si sta portando avanti, di una nuova situazione a cui si sta cercando di adattarsi. Abituati come siamo a pretendere “tutto e subito”, da noi stessi e dagli altri, sentendo quasi come un fallimento il dover aspettare delle tempistiche che ci rallentano, dovremmo rilassarci e vederla un po’ con i cinesi, piano piano tutto si realizza, un po’ alla volta i risultati arrivano, si raccolgono i frutti del nostro lavoro.

manmanlai

Anche con l’apprendimento di una lingua straniera vale assolutamente la stessa cosa. Non dobbiamo scoraggiarci se ci sembra di non capire mai abbastanza, di non riuscire a dire quello che vorremmo, l’importante è non demordere, non smettere di ascoltare e di provare, mettersi in gioco anche quando ci sembra di fare delle figuracce…e man man lai, un po’ alla volta, ci ritroveremo a padroneggiare contesti comunicativi che mai avremmo immaginato.

Quando si è a tavola e si sta per iniziare il pranzo, noi diciamo “Buon appetito” (forse nemmeno quello, molto spesso!), e in poco tempo ingurcitiamo calorici fast food mentre controlliamo il cellulare, la mail, e guardiamo la televisione. I cinesi invece dicono man man chi 慢慢吃“mangia lentamente”, goditi il pranzo, il cibo, il momento. Dicesi slow food, da questa parte del mondo.

Quando ci rimproverano di essere lenti nel fare le cose, teniamo a mente che, sempre su questa Terra, la lentezza è un augurio, non una colpa!

Buon fine settimana, e che sia lento più del lunedì!

Flashcards e vestiario

E’ ufficiale: sono impazzita per le Flashcards! E non so come ho fatto a snobbarle per così tanto tempo!

Le flashcards, ovvero serie di cartoline che riportano l’immagine di un oggetto con relativo nome (in inglese), sono un potente mezzo per l’apprendimento di nuovi vocaboli, e da quanto ho iniziato ad utilizzarle ai corsi noto la differenza. Parole che lette in un testo o semplicemente dettate spesso entrano con effetto “meteora” nella memoria dei bambini, se introdotte tramite immagini vengono invece memorizzate con molta facilità. La memoria visiva gioca sicuramente un ruolo molto importante, ma la cosa bella delle flashcards è che possono dare vita anche a giochi divertenti, che coinvolgono anche le menti più stanche e distratte.

Basterà semplicemente mostrarle una o due volte ripetendo assieme i nomi degli oggetti, per poi riproporle nascondendo il nome in questione…e un punto in più per chi indovina come si chiama l’oggetto che state mostrando! Divertente anche dividere il gruppo a squadre, se numeroso.

La flashcards possono accompagnare anche una canzone, cantata e mimata assieme.

Ieri abbiamo imparato i nomi dei principali indumenti utilizzando queste flashcards.

 

Credits: ELS-kids
Credits: ELS-kids

 

Credits: ELS-kids
Credits: ELS-kids

 

Potete scaricare l’intero pdf qui e qui, oppure date un occhio direttamente al sito ELS-Kids, dove potete trovare molti altri PDF a seconda del tema che vi interessa.

Ed ecco la canzone sul tema , dal libro Canta e impara l’inglese! (il libro contiene un cd per le canzoni che propone, potete ascoltarne un pezzettino qui)

I PUT ON MY HAT             

Canta e Impara l'inglese

I put on my hat

I put on my shoes

I put on my skirt

I’m ready to move!

 Move on the left!

Move on the right!

 

I put on my dress

I put on my shoes

I put on my gloves

I’m ready to move!

 Move to the left!

Move to the right!

 

Ovviamente potete continuare sostituiendo i nomi degli indumenti a vostro piacimento, fingendo di indossarli!

Buon divertimento e fatemi sapere quando siete tutti vestiti!

Le lingue sono un mezzo, non un fine.

bambini bilingue

Prima di diventare mamma e trasferirmi a Roma, ho vissuto per un anno e mezzo a Shanghai. Un’esperienza unica di cui vorrei parlarvi presto, per raccontarvi quel meraviglioso mondo ricco di contraddizioni che è la Cina. Che non è la Cina che uno si immagina davanti al menù in italiano di un ristorante cinese, o nell’incontro-scontro con le numerose (e chiuse) comunità cinesi presenti in molte città italiane ed europee. La Cina è – lo è stata perlomeno per me, ma sono quasi sicura che lo è per molte persone che ci hanno avuto a che fare – una fantastica alternativa da cui guardare il mondo, è spalancare gli occhi davanti all’evidenza che il concetto di “normalità” è relativo, che l’abitudine è quanto più rassicurante ma allo stesso tempo limitante possa esistere, che le differenze sono reali, e sono belle, nella loro immensità, nella loro assurdità.

Ok, mi sono fatta prendere la mano. Non era di questo che volevo parlare oggi.

Dicevo, appunto, a Shanghai mi capitava quotidianamente di conoscere tante persone: persone con storie simili alla mia, la classica laurea che in Italia non aveva un gran futuro, un biglietto aereo, e via a seguire il nostro cervello in fuga. A volte persone straordinarie, con un bagaglio di racconti molto più pesante della valigia con cui viaggiavano.  Si conoscevano anche famiglie che per seguire il lavoro di uno dei due coniugi (generalmente, il papà) aprivano le porte della loro vita ad alcuni anni totalmente al di fuori dall’ordinario. Ritrovandosi poi a chiedersi se valesse davvero la pena tornare indietro. Parte integrante di questi nuclei familiari erano ovviamente i loro figli. Bambini  catapultati in un mondo completamente diverso da quello conosciuto, ritrovandosi in una favola dal sapore di zenzero e thè in compagnia dei loro personaggi preferiti – mamma e papà, appunto.

All’epoca io ero quanto di più distante potesse esistere dall’universo “figli-famiglia”, e non mi rendevo conto delle paure e delle ansie che potessero esserci dietro tali decisioni, quando si è genitori e si decide di diventare expat in un mondo tanto lontano dal nostro. Eppure, la maggior parte delle persone con cui mi è capitato di parlare, raramente rimpiangeva la scuola italiana e il relativo sistema educativo, men che meno le poche opportunità che avrebbero potuto offrire ai loro figli se non fossero partiti.

Indubbiamente, l’aspetto linguistico è il primo ostacolo che una famiglia expat si trova ad affrontare, e che generalmente i bambini superano molto più in fretta dei loro genitori.

 

Una sera, in una pizzeria di Shanghai (ebbene si, a Shanghai si mangia la pizza e capita anche di trovarla veramente buona!) stavo chiacchierando con la figlia seienne di una coppia di italiani. La bimba frequentava la scuola internazionale, aveva compagni di classe di varie nazionalità, studiava inglese e cinese e, inutile dirlo, era molto sveglia. Nelle sue frasi, parole italiane, cinesi e inglesi venivano mescolate casualmente, in automatico, con delle pronunce assolutamente perfette (in particolare, ho invidiato la perfezione del suo cinese, che io dopo cinque anni di università me la sognavo!). Frasi tipo I study Zhongwen” (studio cinese) oppure my tongxue told me” (il mio compagno di classe mi ha detto), erano pronunciate con una tale naturalezza all’interno di un discorso in italiano, che ricordo di aver provato una sana invidia per quella bimba che, a soli sei anni, partiva già ad affrontare il mondo con una marcia (ma anche due, tre) in più rispetto dei suoi coetanei. Quella bimba era totalmente ignara del potenziale che stava acquisendo quasi senza sforzo. Per lei, come per molti bambini che si trovano ad imparare più di una lingua fin da piccoli, le lingue saranno un mezzo, non un fine, come effettivamente dovrebbe essere.
tastiera cinese

L’inglese in cucina – Healty Food

Quando si viaggia, si sa, è bello esplorare le abitudini culinarie del posto che si sta visitando.

Si parte sempre con l’intenzione di provare di tutto di più, si sceglie il ristorante che ci sembra più carino, ci si siede al tavolo pieni di aspettativa (e fame!), si apre il menù e…panico!!! Magari siamo in vacanza in the middle of nowhere, dove si parla chissà quale sconosciuta lingua minore, e nonostante tutto abbiamo la fortuna di trovare un menù in inglese, eppure noi italiani abbiamo sempre un po’ di difficolta a raccapezzolarci con glossari troppo distanti dal nostro amato Made in Italy.

Vuoi le abitudini che anche a tavola sono differenti, i piatti sconosciuti, la fame, il cameriere che parla sempre troppo veloce, ci limitiamo a dire “the same”, accodandoci alla scelta del nostro compagno di viaggio/amico/collega che in inglese se la cava meglio di noi (o, peggio ancora, sbirciando i piatti sul tavolo accanto al nostro!).

Onde evitare spiacevoli inconvenienti, o semplicemente per essere più autonomi, una rapida scorsa alla sezione “A tavola” della nostra guida di viaggio non può che far bene (solitamente viene fornito un breve glossario dei termini più utili)…ma perché non arrivare già preparati “studiando” durante l’anno?!

Sul web si trovano moltissimi food blog in lingua inglese, che oltre a fornirci idee e ricette nuove da inserire nella nostra quotidianità, ruotano attorno a tematiche che stanno prendendo sempre più piede all’interno dell’attuale dibattito alimentare: il biologico, il vegetarianismo , il Km0…in poche parole, l’healthy food, ovvero l’alimentazione salutare.

Molti di questi blog sono particolarmente belli dal punto di vista grafico e fotografico, quindi piacevoli da consultare fin da subito. Anche se all’inizio non sembreranno di facile comprensione, l’importante è familiarizzare con i termini più ricorrenti, piano piano la lettura sarà sempre più scorrevole e ben presto vi renderete conto di essere in grado di comprendere la maggior parte delle ricette che consulterete in lingua inglese.

Wordreference è sicuramente il dizionario online più immediato e facile da consultare, oltre che molto attendibile (dimenticate google traduttore, ma questa è ormai cosa ovvia e risaputa).

Per incoraggiarvi nell’esplorazione, vi lascerò alcuni link di quelli che sono i food blog che amo di più, che consulto spesso quando mi va di sperimentare in cucina, e che last but not least, contribuiscono costantemente all’arricchimento del mio vocabolario inglese.

Prima però, vi lascio una lista dei principali termini e verbi che potreste trovare più spesso nelle ricette -in questo caso nelle ricette healthy-, così da facilitarvi nelle prime letture.

inglese in cucina herbs

inglese in cucina v&f

 

Ora che avete familiarizzato con i nomi di alcuni ingredienti (se vi va potete stamparli e appenderli in cucina!), ecco a voi due dei blog di cui vi parlavo…buona lettura!!!

Deliciously Ella: un viaggio verso la scoperta di ingredienti semplici e ricette sane, con suggerimenti su quali attrezzi usare in cucina, dove mangiare cose buone a Londra e alcuni beauty tips, consigli di bellezza!

Green Kitchen Stories: il mio preferito in assoluto, in cui foto e ricette di cucina, si intrecciano a racconti di viaggio e alla scoperta di sapori dal mondo.

Have a nice weekend!

Printable Calendars – Calendari stampabili 2015

 

Credit: cleanandscentsible

Il 2015 è appena iniziato, e probabilmente tutti sarete già muniti di calendari e agende da riempire con impegni e annotazioni per l’anno che ci aspetta.

Ma che ne dite di pensare al calendario come uno strumento in più per aiutare i vostri bimbi ad imparare l’inglese?! Basterà appenderlo nella loro cameretta, oppure in cucina sotto gli occhi di tutta la famiglia, per far cadere quotidianamente il loro sguardo sui nomi di mesi e giorni, che rimarranno impressi nella loro mente senza il minimo sforzo.

Credit: Kid Crave

 

Su Pinterest trovate tantissime idee per calendari da scaricare e stampare. Potrete lasciar andare la vostra fantasia per creare dei supporti originali coinvolgendo grandi e piccoli, oppure basterà incollarli a del cartoncino e il gioco è fatto!

Io ho selezionato quelli che mi sono piaciuti di più, sicuramente li preparerò per la prima lezione dell’anno, dopo le vacanze natalizie!

Se vi piace il calendario qui sopra, potrete scaricarlo qui.

Un altro calendario davvero carino e colorato che i vostri figli non potranno non amare potete scaricarlo qui dal blog Design is Yay.

Credit: Desing is Yay
Credit: Desing is Yay

Se avete voglia di personalizzare e colorare, ecco per voi il tracing calendar di 1plus1plus1equals1, dove i nomi dei mesi e i giorni sono da tracciare di volta in volta assieme ai vostri bimbi, e ad ogni mese troverete una nuova figura da colorare.

Non siete ancora soddisfatti?! Ecco ben due versioni del calendario 2015 di imom. Una la potete scaricare direttamente qui, per l’altra trovate il link in questo post (download all).

Non mi resta che augurarvi buon divertimento e…Happy New Year!!!