La parola segreta

Durante i corsi di inglese alla Medialuna, mi sono accorta di come i bambini siano riluttanti a partecipare ad una qualsiasi attività se questa viene proposta in modo tale da ricordare le ore scolastiche…lungi da me, sono le 5 del pomeriggio e di scuola ne hanno già fatta parecchia. Del resto basta poco per aggirare l’ostacolo: invece del “facciamo un dettato“, basta un “dividiamoci a squadre e vediamo chi fa meno errori…vi dico io cosa scrivere!“…e i giochi sono fatti! Anzi, mi chiedono il bis, e poi la rinvicita!

parola segreta

L’altro giorno, dopo sessioni di flashcard a squadre (le rivincite non finiscono mai!), abbiamo introdotto un nuovo gioco. Semplicissimo: un barattolo vuoto, dei bigliettini su ciascuno dei quali era stata scritta una parola già studiata, un bambino pesca e fa lo spelling della parola segreta (“segretissima, attenzione che gli altri non la vedano!”)…e vediamo chi indovina di che parola si tratta! Poi, visto che gli animi sono accesi, ci si inventa una frase che contenga la parola pescata…”chi ha capito cosa vuol dire?!”

Risultato: “Facciamo un’altra partita?!

Quanto siete belli bambini! Sarete anche la generazione nata con la tecnologia in mano, ma è sempre bellissimo vedere come la semplicità continua ad affascinarvi…forse siamo noi grandi che spesso ci dimentichiamo di offrirvela!

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L’anno della capra

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Manca poco al Capodanno Cinese, che quest’anno cadrà il 19 febbraio, data in cui avrà inizio l’anno della Capra. Il Capodanno Cinese è la festa più sentita in Cina, e i festeggiamenti sono di gran lunga superiori a quelli per il Capodanno ufficiale (o per lo meno ufficiale per il resto del mondo), ugualmente celebrato ma senza troppa enfasi. Una festa che dura ben due settimane, in cui il motore economico cinese si spegne (quasi) totalmente, le aziende chiudono, si sta in famiglia. Durante questo periodo, Shanghai si svuota. Data la grande presenza di migranti provenienti dalle campagne e da aree meno sviluppate del Paese, si assiste infatti ad un esodo di massa di chi ritorna al villaggio d’origine per celebrare questa festività con i propri cari. Rimangono gli Shanghairen, gli Shanghainesi, che si godono la propria città infiocchettata per l’occasione. Le strade, le case, le aree di interesse turistico, sono un brulicare di addobbi di ogni sorta, per lo più a scopo propiziatorio, essendo la scaramanzia cosa ben radicata in tutta la Cina. Botti e fuochi d’artificio riecheggiano da ogni dove durante tutto il periodo, culminando ovviamente la notte di Capodanno, con una baraonda pirotecnica da far impallidire chiunque. Napoletani compresi.

Anno del coniglio
Yuyuan Garden – Shanghai
Anno del coniglio
Foto pessima, ma in quanto a botti siamo tranquilli
anno del coniglio
Correva l’anno del coniglio in quel di Shanghai

Ho avuto la fortuna di trascorrere a Shanghai ben due capodanni, il primo apriva l’anno del coniglio, il secondo l’anno del drago, quest’ultimo considerato uno degli anni più fortunati, e che non a caso ha visto un boom di gravidanze e di nascite. La capra invece non piace particolarmente ai cinesi. I bambini nati sotto il segno della Capra, infatti, pur essendo buoni, onesti, leali, saranno persone deboli e passive (caratteristiche attribuite, appunto, all’animale stesso), e perciò destinate a non avere successo nella vita. Sono quindi iniziate le corse agli ospedali e cesarei programmati in modo da far nascere i propri figli durante l’anno ancora in corso, quello del cavallo. Se vi interessa, leggete questo articolo. Questa cosa mi fa abbastanza rabbrividire, anche se non avrei molta voce in capitolo, rientrando a pieno titolo nel boom di gravidanze iniziate e terminate nell’anno del drago…ma è un caso eh!

Vellutata di zucca, porri e zenzero

A volte basta un dettaglio, quell’ingrediente in più aggiunto ad una ricetta, per ringalluzzire i nostri sensi e riportarci in una determinata atmosfera, in un posto dove abbiamo lasciato il cuore. Un viaggio per l’anima e per la mente, quando con il corpo non ci riusciamo a schiodare dalla routine quotidiana.

Credits: pinterest
Credits: pinterest

Sarà per questo che, nell’ultimo periodo, lo zenzero non  manca mai in casa mia.

Lo zenzero è una radice di origine asiatica. Molto usata nella cucina orientale, è ormai facile da reperire anche nei nostri supermercati. Si dice faccia molto bene al nostro organismo. Le donne cinesi, ne fanno un largo uso anche nel puerperio, per riassestare il corpo dopo la gravidanza. In particolare, lo consigliano la mattina in un infuso o nel thè, tagliato a rondelle e lasciato in infusione.

Complice un forte raffreddore e qualche rimedio della nonna trovato nei libri di cucina naturale, quest’inverno ho iniziato a grattugiare lo zenzero direttamente nel thè, abbinandolo al limone e ad un cucchiaino di miele. Vi assicuro che i benefici si sentono: oltre ad offrire un certo sollievo da tosse e raffreddore, ho notato dei miglioramenti anche a livello di stomaco (il mio punto debole): è infatti un toccasana per la digestione e per la riduzione del senso di gonfiore. Tant’è che, soprattutto nei periodi di eccessi alimentari, ora non riesco più a farne a meno.

In estate, quando sicuramente avrete meno voglia del thè caldo, aggiungetelo alle centrifughe…provate carota, mela, arancia e zenzero e fatemi sapere! Può essere anche un’idea carina per un aperitivo healthy con le vostre amiche!

In questi giorni della merla, in cui al freddo si sono aggiunti una serie di compleanni abbastanza importanti (il mio e quello di mio figlio!) con conseguente abuso di dolci e grassi saturi (ma era doveroso festeggiare, non ci posso fare niente!), ieri ho deciso di rimettermi un po’ in riga con questa ricetta veloce e salutare:

Perdonatemi la foto Pinterest, ma la mia vi avrebbe fatto passare la voglia (sorry)
Perdonatemi la foto Pinterest, ma la mia vi avrebbe fatto passare la voglia (sorry)

Vellutata di zucca, porri e zenzero

Ingredienti per due persone:

– un quarto di zucca

– due porri

– una patata per addensare (facoltativa)

– zenzero

– sale, pepe, olio evo.

Sbucciate e tagliate a tocchetti la zucca, la patata e i porri. Immergeteli nell’acqua fredda (non mettetene troppa, altrimenti la vellutata verrà troppo liquida) e portate a ebollizione. Salate e continuate a cuocere finche le verdure saranno abbastanza morbide da essere frullate. Frullate il tutto, e aggiungete lo zenzero grattugiato al momento. Servite con una spolverata di pepe e un cucchiaino di olio d’oliva.

Fatemi sapere!

New York nano-friendly

Nonostante metà del mio cuore sia indissolubilmente legata all’Asia, un posto speciale nell’altra metà è occupato dalla Grande Mela. Può sembrare un ossimoro, oriente e occidente, modernità e tradizione, capitalismo e comunismo. Cina e America.

New York Skyline

Ma New York, è New York. E’ sempre stata nella mia lista dei viaggi da fare, pur continuando a prendere strade verso la direzione opposta. Per tale motivo, quindi, la prima volta, ho fatto un giro un po’ largo per arrivarci, partendo da Shanghai con un volo diretto di 12 ore. Eravamo in due, incredibilmente innamorati, e il mondo nelle nostre mani. Fu un viaggio indimenticabile, mi sentivo come una bambina giunta nel Paese dei balocchi, e la Grande Mela mi ha conquistata come nessun altro posto al mondo ha mai saputo fare.

Il West Village, una bici a noleggio con cui percorrere il ponte di Brooklyn, un musical a Broadway, il pic nic di Pasqua a Central Park….e ovviamente, taxi gialli e colazioni da Starbucks, che i cliché, in questi casi, ci stanno tutti!

New York West Village

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La seconda volta, sempre incredibilmente innamorati, eravamo in tre. Un viaggio dai mille significati, la promessa di un ritorno, la volontà di riprendere a viaggiare sul serio, il dimostrarsi che essere genitori non vuol dire rinunciare alle proprie passioni.

Non nego che questa volta le ansie non siano mancate, soprattutto prima della partenza. Ma ne è valsa la pena metterle da parte.

Le 7 ore di volo, che mi spaventavano di più delle 12 della volta precedente, tra giochi, biscotti (tanti biscotti!) e chiacchiere con altre mamme presenti sull’aereo, sono in qualche modo passate. E poi conviene approfittare di volare con bambini al di sotto dei 2 anni, che viaggiano gratis. Unica accortezza: evitate gli scali in suolo americano! Negli USA, infatti, nell’aeroporto di scalo i bagagli vanno ritirati e imbarcati nuovamente, e i passeggeri devono fare un secondo check-in…il tutto fa perdere un sacco di tempo e, nel nostro caso, ci ha fatto perdere anche la coincidenza…a bagagli già imbarcati! Il tutto si è fortunatamente risolto, con qualche non prevista a Philadelphia e le valigie ritrovate a destinazione.

Con il fuso orario abbiamo avuto davvero pochi problemi, anzi, nostro figlio si è abituato molto più in fretta di noi (a parte la sveglia alle 3.30 del primo giorno, che tuttavia ci ha costretti ad un’improbabile quanto memorabile passeggiata nell’alba newyorkese).

uomini

Per la pappa abbiamo alternato omogeneizzati portati dall’Italia con frullati e centrifughe “to go“, che a New York si trovano in ogni angolo, e con cui riempivamo il biberon più volte al giorno. Inoltre, è stato divertente sperimentare assieme a nostro figlio l’enorme varietà di cucine e di ristoranti che la metropoli offre. Il nostro posticino preferito in assoluto (che mi ha fatto conoscere Lui, contagiandomi subito la mania!) è l’Hummus Place. Cucina vegana, diversi tipi di hummus e una serie di prelibatezze tra cui il babaganoush, un antipasto medio-orientale a base di polpa di melanzane. E per un ritorno nella nostra amata Cina, i xiaolongbao (ravioli cotti al vapore, detti anche dumping) di Joe’s Shanghai in China Town sono un must! E il bai mifan (riso in bianco) con le kuaizi (bacchette) l’ha mangiato anche il nostro cucciolo!

In quanto a cose da fare, New York è una scoperta continua. Certo non ci siamo concessi nessuno spettacolo a Broadway, non abbiamo noleggiato le bici, e per questa volta abbiamo tralasciato qualsiasi museo e galleria, ma è stato bellissimo scoprire la città in versione nano-friendly. Ci sono un sacco di parchi per bambini, vere e proprie zone relax per piccoli e grandi (mamme, papà o baby sitter che siano), con tanto di giochi ad acqua e bambini liberi di bagnarsi –che tanto si va al parco con il cambio completo e mamme italiane rilassatevi che essere ansiose e apprensive non è per niente cool – spazi a terra su cui colorare, e…scoiattoli everywhere!

parco giochi

scuolabus

E poi i tombini che fumano che “mamma scotta!“, le camminate infinite, e Central Park, che è sempre così poetico! Questa volta, inoltre, siamo riusciti a farci un giro a Brooklyn. Avrei voluto perdermi tra le bancarelle del mercato delle pulci di Williamsburg, ma proprio quella domenica era sostituito da un altro evento, quindi ci siamo “accontentati” di una pausa relax con vista su Manhattan e di una passeggiata in piena atmosfera hipster!

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E dopo soli due giorni di vacanza, mio figlio, un anno e mezzo di nanetto ancora poco parlante, si è rivolto ad una commessa ripetendo il nostro bye bye…ok, livelli di orgoglio genitoriale ai massimi storici! Mi è anche giunta una mezza proposta tipo “potreste farvi un mesetto qui voi due, lo sai quanto impara?“…ma deve essere passato uno scoiattolo che se l’è portata via! 😉

Se consiglierei un viaggio a New York con bambini piccoli? Assolutamente si, e non date retta a chi vi scoraggia. E’ un bagaglio di stimoli che non può che far loro bene…oltre che una bella esperienza in
formato famiglia!