New York nano-friendly

Nonostante metà del mio cuore sia indissolubilmente legata all’Asia, un posto speciale nell’altra metà è occupato dalla Grande Mela. Può sembrare un ossimoro, oriente e occidente, modernità e tradizione, capitalismo e comunismo. Cina e America.

New York Skyline

Ma New York, è New York. E’ sempre stata nella mia lista dei viaggi da fare, pur continuando a prendere strade verso la direzione opposta. Per tale motivo, quindi, la prima volta, ho fatto un giro un po’ largo per arrivarci, partendo da Shanghai con un volo diretto di 12 ore. Eravamo in due, incredibilmente innamorati, e il mondo nelle nostre mani. Fu un viaggio indimenticabile, mi sentivo come una bambina giunta nel Paese dei balocchi, e la Grande Mela mi ha conquistata come nessun altro posto al mondo ha mai saputo fare.

Il West Village, una bici a noleggio con cui percorrere il ponte di Brooklyn, un musical a Broadway, il pic nic di Pasqua a Central Park….e ovviamente, taxi gialli e colazioni da Starbucks, che i cliché, in questi casi, ci stanno tutti!

New York West Village

donna ny tavolino ny

La seconda volta, sempre incredibilmente innamorati, eravamo in tre. Un viaggio dai mille significati, la promessa di un ritorno, la volontà di riprendere a viaggiare sul serio, il dimostrarsi che essere genitori non vuol dire rinunciare alle proprie passioni.

Non nego che questa volta le ansie non siano mancate, soprattutto prima della partenza. Ma ne è valsa la pena metterle da parte.

Le 7 ore di volo, che mi spaventavano di più delle 12 della volta precedente, tra giochi, biscotti (tanti biscotti!) e chiacchiere con altre mamme presenti sull’aereo, sono in qualche modo passate. E poi conviene approfittare di volare con bambini al di sotto dei 2 anni, che viaggiano gratis. Unica accortezza: evitate gli scali in suolo americano! Negli USA, infatti, nell’aeroporto di scalo i bagagli vanno ritirati e imbarcati nuovamente, e i passeggeri devono fare un secondo check-in…il tutto fa perdere un sacco di tempo e, nel nostro caso, ci ha fatto perdere anche la coincidenza…a bagagli già imbarcati! Il tutto si è fortunatamente risolto, con qualche non prevista a Philadelphia e le valigie ritrovate a destinazione.

Con il fuso orario abbiamo avuto davvero pochi problemi, anzi, nostro figlio si è abituato molto più in fretta di noi (a parte la sveglia alle 3.30 del primo giorno, che tuttavia ci ha costretti ad un’improbabile quanto memorabile passeggiata nell’alba newyorkese).

uomini

Per la pappa abbiamo alternato omogeneizzati portati dall’Italia con frullati e centrifughe “to go“, che a New York si trovano in ogni angolo, e con cui riempivamo il biberon più volte al giorno. Inoltre, è stato divertente sperimentare assieme a nostro figlio l’enorme varietà di cucine e di ristoranti che la metropoli offre. Il nostro posticino preferito in assoluto (che mi ha fatto conoscere Lui, contagiandomi subito la mania!) è l’Hummus Place. Cucina vegana, diversi tipi di hummus e una serie di prelibatezze tra cui il babaganoush, un antipasto medio-orientale a base di polpa di melanzane. E per un ritorno nella nostra amata Cina, i xiaolongbao (ravioli cotti al vapore, detti anche dumping) di Joe’s Shanghai in China Town sono un must! E il bai mifan (riso in bianco) con le kuaizi (bacchette) l’ha mangiato anche il nostro cucciolo!

In quanto a cose da fare, New York è una scoperta continua. Certo non ci siamo concessi nessuno spettacolo a Broadway, non abbiamo noleggiato le bici, e per questa volta abbiamo tralasciato qualsiasi museo e galleria, ma è stato bellissimo scoprire la città in versione nano-friendly. Ci sono un sacco di parchi per bambini, vere e proprie zone relax per piccoli e grandi (mamme, papà o baby sitter che siano), con tanto di giochi ad acqua e bambini liberi di bagnarsi –che tanto si va al parco con il cambio completo e mamme italiane rilassatevi che essere ansiose e apprensive non è per niente cool – spazi a terra su cui colorare, e…scoiattoli everywhere!

parco giochi

scuolabus

E poi i tombini che fumano che “mamma scotta!“, le camminate infinite, e Central Park, che è sempre così poetico! Questa volta, inoltre, siamo riusciti a farci un giro a Brooklyn. Avrei voluto perdermi tra le bancarelle del mercato delle pulci di Williamsburg, ma proprio quella domenica era sostituito da un altro evento, quindi ci siamo “accontentati” di una pausa relax con vista su Manhattan e di una passeggiata in piena atmosfera hipster!

brooklin brooklyin brooklyn1

E dopo soli due giorni di vacanza, mio figlio, un anno e mezzo di nanetto ancora poco parlante, si è rivolto ad una commessa ripetendo il nostro bye bye…ok, livelli di orgoglio genitoriale ai massimi storici! Mi è anche giunta una mezza proposta tipo “potreste farvi un mesetto qui voi due, lo sai quanto impara?“…ma deve essere passato uno scoiattolo che se l’è portata via! 😉

Se consiglierei un viaggio a New York con bambini piccoli? Assolutamente si, e non date retta a chi vi scoraggia. E’ un bagaglio di stimoli che non può che far loro bene…oltre che una bella esperienza in
formato famiglia!

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